Un caffè per l’inclusione: un progetto per Enti del Terzo Settore
Ci sono progetti che nascono da un’idea. E poi ci sono progetti che, quando diventano realtà, cambiano il modo in cui una comunità guarda all’inclusione. “Un Caffè per l’inclusione” appartiene a questa seconda categoria, che ha portato all’inaugurazione di Terzo Tempo, il primo bar in Italia aperto all’interno di una scuola pubblica e gestito da persone con disabilità. Il progetto è stato inaugurato presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Saverio Nitti” di Fuorigrotta, a Napoli, ed è promosso da La Bottega dei Semplici Pensieri.
L’iniziativa nasce da un protocollo d’intesa tra l’associazione, l’Istituto Nitti e la Città Metropolitana di Napoli, con il contributo della Fondazione Prosolidar. Terzo Tempo è un esempio concreto di come i progetti per gli Enti del Terzo Settore possano generare impatto reale sulla comunità creando uno spazio quotidiano in cui l’inclusione diventa esperienza vissuta, relazione e autonomia.
Dalla formazione al lavoro: il valore sociale del progetto
La Bottega dei Semplici Pensieri è nata a Quarto, in provincia di Napoli, nel 2012. Da anni accompagna giovani con sindrome di Down e lievi deficit cognitivi in percorsi di formazione professionale, autonomia e inserimento lavorativo. Con l’apertura del bar Terzo Tempo questo percorso compie un passaggio decisivo: i ragazzi coinvolti sono lavoratori con un contratto e una responsabilità professionale.
Il bar si trova all’interno di una scuola pubblica. Ogni giorno studenti, docenti e personale scolastico potranno vivere l’inclusione non come concetto astratto, ma come parte della vita quotidiana. Un caffè, una pausa, uno scambio al bancone diventano occasioni per costruire una cultura più aperta e consapevole. Anche la stampa ha raccontato il valore dell’iniziativa, sottolineando il carattere innovativo di un bar gestito da persone con disabilità all’interno di una scuola pubblica.






